Pienza cosa vedere: la città rinascimentale di Papa Pio II
Pienza nasce da una decisione papale del XV secolo. Enea Silvio Piccolomini, diventato Papa Pio II nel 1458, volle trasformare il suo borgo natale — all’epoca chiamato Corsignano — in una città modello. Affidò il progetto all’architetto senese Bernardo Rossellino nel 1459. In meno di quattro anni, tra il 1459 e il 1462, nacque quello che molti considerano il primo esempio di urbanistica rinascimentale pianificata in Italia.
Da Barberino Val d’Elsa, Pienza è a 65 km verso sud, circa 55 minuti di auto senza traffico. Il percorso passa per Siena e poi scende nella Val d’Orcia.
Pienza la città ideale del Rinascimento
Il progetto di Rossellino aveva un’ambizione precisa: costruire una piazza perfetta intorno a un asse prospettico unico. Il Duomo, il Palazzo Piccolomini, il Palazzo Borgia e il Palazzo Comunale si affacciano sulla stessa piazza in un dialogo architettonico deliberato. Ogni facciata risponde alle altre.
Pio II non visse abbastanza per vedere il progetto completato nella sua forma definitiva: morì nel 1464. Ma quello che fu realizzato in quei pochi anni rimase intatto per secoli. Nel 1996 l’UNESCO ha riconosciuto Pienza e la Val d’Orcia come patrimonio mondiale dell’umanità.
L’accesso al centro storico è a piedi. Le auto si lasciano nei parcheggi fuori dalle mura — quello sul bordo del promontorio con vista sulla Val d’Orcia è il più comodo. Dal parcheggio al centro si cammina in cinque minuti. I biglietti per i musei principali costano tra i 7 e i 10 euro a seconda delle combinazioni scelte.
Il Duomo e Piazza Pio II
Piazza Pio II è il cuore del progetto. È una delle piazze meglio proporzionate del Quattrocento italiano: piccola ma densa di architettura. Il Duomo occupa il lato nord con una facciata gotica tardiva, tre portali e un rosone.
L’interno del Duomo sorprende per la luminosità. Pio II aveva visitato le cattedrali gotiche tedesche nei suoi anni di diplomatico e volle un interno simile: vetrate grandi, luce abbondante, atmosfera meno pesante rispetto all’architettura romanica italiana. Il risultato è insolito per il contesto toscano.
L’altare conserva cinque pale d’altare del Quattrocento. Quella di Giovanni di Paolo è la più studiata dagli storici dell’arte. Il pavimento è in cotto senese originale, consumato dai secoli. Vale stare dentro almeno venti minuti, girando lentamente.
C’è però un problema strutturale da osservare: il Duomo inclina verso la Val d’Orcia. Le fondamenta poggiano su un terreno argilloso che ha ceduto nei secoli. Un restauro ha tentato di stabilizzare la struttura. La pendenza è visibile dall’interno se si guarda i pavimenti.
Palazzo Piccolomini cosa vedere
Il Palazzo Piccolomini è l’edificio più importante del complesso. Rossellino si ispirò a Palazzo Rucellai di Leon Battista Alberti a Firenze, ma aggiunse una loggia a tre piani sul retro che si affaccia direttamente sulla Val d’Orcia. Quella loggia è il dettaglio più originale dell’intero progetto.
Il palazzo è visitabile con guida dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 18:30 (orari ridotti nei mesi invernali). Il biglietto costa 7 euro e la visita dura circa un’ora. Include le stanze di rappresentanza con i mobili originali della famiglia Piccolomini, la biblioteca e la corte interna.
Il giardino pensile sul retro, accessibile dalla loggia, è il punto più fotografato di Pienza. Il panorama sulle colline senesi con i calanchi, i cipressetti e i campi aperti è uno dei paesaggi più riconoscibili della Toscana. Prenditi il tempo di stare lì fermi qualche minuto, senza fretta.
Il pecorino di Pienza dove comprarlo
Pienza è la capitale del pecorino toscano. Il pecorino di Pienza si produce tutto l’anno con latte di pecore di razza sarda allevate nel territorio senese. Le stagionature vanno dai venti giorni del fresco ai sei mesi dello stagionato.
Lungo Corso Rossellino ci sono almeno otto botteghe specializzate. Le più conosciute sono il Caseificio Podere Il Casale, in via della Parata 3, e La Grotta del Cacio nel centro del borgo. I prezzi variano tra i 15 e i 28 euro al chilo a seconda della stagionatura.
Il pecorino fresco ha pasta bianca e morbida, sapore delicato con note lattiche. Quello stagionato è compatto e granuloso, con note piccanti e persistenti. C’è anche il pecorino alle vinacce, conservato sotto la sansa di vino rosso: crosta viola scuro, interno aromatico e caratteristico.
Per portarlo a casa senza problemi di trasporto, prendi quello stagionato: regge meglio il viaggio, anche di diversi giorni in borsa frigo. Le pezzature da 250 grammi sono disponibili in quasi tutte le botteghe.
Cosa fare oltre ai monumenti
Il territorio intorno a Pienza offre alcune cose concrete da aggiungere alla visita.
La Riserva Naturale della Val d’Orcia inizia a pochi chilometri dal borgo. Il sentiero da Pienza a Monticchiello — un piccolo borgo medievale a circa 5 km — si percorre su sterrato tra campi e oliveti in circa un’ora e mezza di cammino. Monticchiello ha un teatro paesano attivo d’estate e trattorie con cucina locale.
In aprile e nella prima metà di maggio, i campi intorno a Pienza si riempiono di colza in fiore: giallo intenso contro il verde dei prati. È il periodo migliore per fotografare il paesaggio della Val d’Orcia. Il momento di punta va dalla metà di aprile alla prima settimana di maggio.
Per mangiare, l’Osteria dell’Acquacheta in Corso Rossellino è un riferimento per la cucina senese classica: pici al ragù, ribollita, panzanella in estate. I prezzi sono nella media, tra i 12 e i 18 euro per un primo. La prenotazione è consigliata anche fuori stagione.
Come arrivarci da Barberino Val d’Elsa
Da Barberino Val d’Elsa a Pienza sono circa 65 km. In auto si percorre in circa 55 minuti senza traffico.
Il percorso più diretto: Superstrada Firenze-Siena fino all’uscita Siena Nord, poi SS2 Cassia in direzione Roma fino all’uscita per Pienza sulla SP146. Da Siena al bivio per Pienza sono circa 35 minuti.
Un percorso alternativo passa per San Quirico d’Orcia sulla SS2: la distanza è simile ma il paesaggio nel tratto finale è più bello. Vale considerarlo se si vuole fare una sosta intermedia.
Non esiste un collegamento comodo in treno. La stazione più vicina è Chiusi-Chianciano Terme, a circa 30 km da Pienza. Da Firenze o Siena si raggiunge Pienza anche con autobus Tiemme, ma i tempi superano le due ore.
Dove dormire
Partire da Barberino Val d’Elsa significa avere Pienza raggiungibile in meno di un’ora. La posizione nella Val d’Elsa è ideale per esplorare sia la Val d’Orcia che il Chianti Classico senza cambiare base. Sogno d’Oro si trova a Barberino Val d’Elsa, immerso nel paesaggio della campagna toscana.
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